Due domande sulla Metrotranvia

Ma è proprio un'opera utile?

Di quest'opera si dibatte da poco meno di vent'anni. Essa venne attivata dopo un'analisi della mobilità fatta alla fine degli anni '90 su tutto il territorio che gravita attorno alla vecchia Vallassina.
Allora esisteva il tram a binario unico e si stabilì che sarebbe stato necessario un raddoppio di gran parte della linea. Bisogna dire che a quei tempi il comune di Milano (ATM), la Provincia e la Regione erano Enti che avevano una tale autonomia da progettare il trasporto pubblico separatamente (vedi la metrotranvia di Cinisello e la linea 5 della metropolitana che saranno quasi totalmente parallele da P.zza Lagosta fino alla Auchan di Cinisello).
In Italia i tempi delle decisioni sono così lunghi che il progetto sta prendendo corpo dopo appunto quasi venti anni senza tener conto che, nel frattempo, le esigenze dei cittadini e i trasporti pubblici sono notevolmente cambiati. Sono arrivate le metropolitane alle porte della "fascia sud" di questo territorio (linea 3 alla Comasina, linea 5 a Bignami ed in futuro all'incrocio tra via Fulvio Testi e via Clerici. Le Ferrovie Nord hanno completamente riqualificato le loro stazioni ed i treni funzionano benissimo, a parte che negli orari del pendolarismo. 
Quindi ci sono molti cittadini che si pongono il problema se spendere 250 milioni di Euro (in parte già spesi per gare d'appalto, progetti e commissioni varie) sia opportuno oppure no. Però ora non si tratta di fare del tifo calcistico tra i fautori e gli oppositori! Si tratta solo di porsi la domanda se al giorno d'oggi serve o non serve. La cosa più logica sarebbe stata quella di fare un'altra analisi della mobilità che avesse potuto confermare oppure no l'utilità di tale opera. Niente di tutto questo, si va avanti a testa bassa!!!
Ma la beffa più grande si ha quando leggendo la montagna di carte che sta dietro questo progetto, ci si imbatte in una Delibera della Giunta provinciale del 2010 che raccomanda alla società appaltatrice: "aggiornare lo studio di mobilità in sede di progetto esecutivo". In questa delibera si può verificare l'inedeguatezza di coloro che ci rappresentano. In primo luogo perché raccomandano l'analisi della mobilità più di 10 anni dopo quella fatta inizialmente (intanto sono già passati altri 6 anni da quella delibera!) e poi perché si raccomanda di fare questa analisi all'azienda che dovrà costruire la metrotranvia. La domanda sorge spontanea: ma se l'analisi risultasse negativa, davvero l'azienda appaltatrice rinuncerebbe al proprio lavoro?
 
Ma come si fanno i lavori pubblici?

Fra l'enorme quantità di documenti ce n'è uno veramente imbarazzante: in una informazione del 19 marzo del 2008 relativa al progetto si afferma che l'opera dev'essere svolta dall'Ente pubblico perché non è abbastanza remunerativa per attrarre investimenti privati e le banche non darebbero loro i finanziamenti opportuni!!! Quindi, se abbiamo capito bene, l'opera sarà interamente pubblica perché i privati non ci guadagnerebbero abbastanza! Quindi l'opera non sarà pubblica perché il trasporto dev'essere pubblico, come sosteniamo noi insieme all'acqua, alla sanità, all'energia elettrica ed altre forniture di interesse sociale, ma solo perché i privati non ci guadagnano abbastanza!
Tra i principali dubbi che pervadono tuta questa opera ci sono:
  • lo studio sull'impatto ambientale che la Regione, con delibera del 2008 ha considerato non necessario, ma suggerisce di farlo dopo tre mesi dal funzionamento della metrotranvia (quindi lo studio sull'impatto ambientale dev'essere fatto dopo, non prima!)
  • l'invarianza idraulica che la MM ha posto in serio dubbio visto la enorme colata di cemento prevista. Ma per fortuna è intervenuta la nuova legge regionale 4/2016 che obbliga ad effettuare lo studio e garantire lo stesso assorbimento delle acque che c'era in precedenza
  • la solidità del terreno. Anche qui la MM pone l'attenzione che il fondo no è tutto uguale. Si va dal terreno agricolo tra Cusano Milanino e Calderara, al terreno di riporto nei pressi della Madonna del Pilastrello
  • l'impossibilità (secondo la MM) di fare le rotatorie a Cusano Milanino per girare a sinistra in C.so Matteotti ed un'altra ai confini con Paderno la criticità di una nuova rotatoria non prevista a suo tempo in sostituzione del semaforo dove inizierà a fine anni l'attività dell'enorme ipermercato della Esselunga a Cusano Milanino
  • la criticità dello scavalcamento del Villoresi e degli altri canali nel territorio di Nova Milanese
  • la criticità dell'allargamento del ponte dell'autostrada tra Bresso  e Cusano Milanino (sempre la MM)
  • la drastica riduzione dei parcheggi: abbiamo conteggiato le auto in sosta durante una notte di un giorno qualunque e i posti auto che verranno disponibili ad opera conclusa: siamo a 320 oggi (anche con vetture parcheggiate in modo non ortodosso), dopo saremo a 106!!! 
  • la passeggiata di via V. Veneto verrà ridotta di 1,80 mt. con l'abbattimento della siepe
  • Verranno abbattuti 60 alberi e non si sa quanti e dove verranno ripiantati (nelle prescrizioni si dice che dovranno essere piantati il doppio degli alberi abbattuti negli stessi posti o nelle adiacenze, ma cosa si intende per adiacenze?)
Tutte queste problematiche ci porta ad una situazione in cui il progetto esecutivo definitivo ancora non c'è e c'è il serio rischio che inizino i lavori senza che esso sia ancora approvato!
Oltretutto non è stato ancora approvato il cronoprogramma, quindi, ad oggi, non si sa quanto dureranno i lavori.
Ultimo aspetto gravissimo: nel contratto stipulato con la CMC (società che dovrà svolgere i lavori) non c'è nessuna clausola che salvaguardi l'Ente appaltante circa eventuali controversie tra l'azienda ed i suoi appaltatori. Ciò significa che se l'azienda avrà un problema giudiziario con uno sei suoi subappaltatori, i lavori potrebbero sospendersi in attesa della fine dell'azione giudiziaria. E' quello che è successo alla nuova biblioteca e che ha causato un ritardo superiore a 5 anni (tutt'ora non si hanno notizie sulla data della sua apertura. E sono passati 7 anni!)
In conclusione, ma è proprio così fuori luogo chiedere un attimo di sospensione e ragionare su quale trasporto serva ai cittadini dal 2016 ai prossimi, diciamo, 10 anni valutando tutto il sistema dei trasporti attuali e futuri del bacino Nord Milano?
Abbiamo ipotizzato molte proposte alternative, quali una deviazione della linea 5 della Metropolitana a Bresso e Cinisello, l'utilizzo di autobus elettrici di nuova generazione a ricarica induttiva (30 sec. ad ogni fermata) sulla stessa linea della metrotranvia (in sostituzione della 166, per intenderci) e trasformare il percorso della vecchia linea tranviaria in una posta ciclabile che vada fino a Seregno, navette che colleghino i capolinea delle metropolitane 1, 3 e 5.
E' così fuori luogo chiedere di fermarsi un attimo e sedersi ad un tavolo per un ripensamento che eviti di sperperare denaro pubblico per un'opera che rischia di diventare inutile e spaccare in due interi paesi?
Ci rispondono che oramai la gara è partita e non si può fermare!
Cioè la burocrazia prima degli interessi reali dei cittadini!!!
 
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